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Istituto per i beni artistici, culturali, ambientali - Regione Emilia-Romagna
 
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Parco faunistico di Festà
Home > Sistema dell'arte e della devozione dal Romanico al 700
 
Itinerari
Itinerario A
SISTEMA DEL CASTAGNO
Itinerario B
SISTEMA DELL'ARTE E DELLA
DEVOZIONE DAL ROMANICO AL 700
1
Denzano (Marano sul Panaro)
2
Chiesa parrocchiale di Marano sul Panaro
3
Pieve romanica di Trebbio (Guiglia)
4
Chiesa parrocchiale di Roccamalatina (Guiglia)
5
Pieve dei Santi Vitale e Biagio, Missano (Zocca)
6
Chiesa della Beata Vergine Assunta, Montalbano (Zocca)
7
Zocchetta
8
Santuario della B.V. della Verucchia (Zocca)
9
Pieve dei Santi Pietro e Paolo, Semelano (Montese)
10
Chiesa di San Giorgio, Montalto (Montese)
11
Chiesa di San Giacomo (Montese)
12
Oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano, Riva di Biscia (Montese)
13
Oratorio di Sant'Antonino, Monteforte (Montese)
Itinerario C
CASTELLI E BORGHI
Itinerario D
VILLE CORTI E TORRI COLOMBAIE
Itinerario E
SISTEMA DELLA NATURA E DELL'ACQUA
CONSULTA LA MAPPA

Link
Sentieri
IBC
La città del Castagno
La Strada dei Vini e dei Sapori
Linea Gotica
PromAppennino
Sistema Museale Modenese

Mappa
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Itinerario B
2 La chiesa parrocchiale
Marano sul Panaro
Fin dal 1643 è documentata la presenza in Marano, presso l'Oratorio di Sant'Antonio da Padova, dell'immagine affrescata della B.V. del Trebbo. In quell'anno, infatti, la Comunità deliberò di trasportarla nell'oratorio di San Rocco, l'odierna chiesa parrocchiale. Tale decisione fu poi attuata solo nel 1685 quando, dopo aver segato e cerchiato il muro sul quale l'affresco era stato eseguito, l'Immagine fu condotta in San Rocco su una distesa di stuoie che la proteggessero dagli urti. Appesantito da ridipinture e abbellimenti successivi, l'affresco si è rivelato, dopo un sapiente ed accurato restauro, come uno dei capolavori del tardo gotico emiliano, eseguito nell'ambito di quell'arte cortese che tanto segnò, con caratteri peculiari, la cultura estense agli inizi del sec. XV.

Sul fondo, impreziosito dalla presenza di un tessuto bordato da lettere arabe e decorato da astri finemente miniati, spicca la figura della Vergine nell'atto di offrire una rosa al Bambino. La Madonna è colta nella sua dimensione regale, cui conferisce elegante dignità l'ampiezza delle vesti dal sinuoso e ricco panneggio. La rosa, regina tra i fiori, simbolo denso di significati nella cultura gotico- cortese, segna qui la bellezza gentile e perfetta riservata alla madre del Dio fatto uomo. La qualità dell'affresco permette attribuzioni a grandi maestri del tardo gotico di ambito estense.

Notevole è anche un quattrocentesco crocefisso ligneo: proveniente dalla Chiesa degli Scalzi di Modena fu acquistato nel 1797 in seguito alla soppressione degli ordini religiosi. A tale crocefisso il popolo di Marano, per la secolare patina scura che lo ricopriva, provocata dal fumo delle candele, attribuì ben presto il nome di Cristo Nero facendolo oggetto di particolare venerazione. Ogni sette anni si celebra una grande festa in onore di questa immagine ritenuta miracolosa. Un recente restauro ha riportato in luce la laccatura originale della scultura e ne permette la lettura in tutta la sua straordinaria forza drammatica. L'opera risale alla metà del XV secolo.

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