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Parco faunistico di Festà
Home > Sistema dell'arte e della devozione dal Romanico al 700
 
Itinerari
Itinerario A
SISTEMA DEL CASTAGNO
Itinerario B
SISTEMA DELL'ARTE E DELLA
DEVOZIONE DAL ROMANICO AL 700
1
Denzano (Marano sul Panaro)
2
Chiesa parrocchiale di Marano sul Panaro
3
Pieve romanica di Trebbio (Guiglia)
4
Chiesa parrocchiale di Roccamalatina (Guiglia)
5
Pieve dei Santi Vitale e Biagio, Missano (Zocca)
6
Chiesa della Beata Vergine Assunta, Montalbano (Zocca)
7
Zocchetta
8
Santuario della B.V. della Verucchia (Zocca)
9
Pieve dei Santi Pietro e Paolo, Semelano (Montese)
10
Chiesa di San Giorgio, Montalto (Montese)
11
Chiesa di San Giacomo (Montese)
12
Oratorio dei Santi Fabiano e Sebastiano, Riva di Biscia (Montese)
13
Oratorio di Sant'Antonino, Monteforte (Montese)
Itinerario C
CASTELLI E BORGHI
Itinerario D
VILLE CORTI E TORRI COLOMBAIE
Itinerario E
SISTEMA DELLA NATURA E DELL'ACQUA
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Sentieri
IBC
La città del Castagno
La Strada dei Vini e dei Sapori
Linea Gotica
PromAppennino
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Itinerario B
3 Pieve romanica di Trebbio
Guiglia

La località di Trebbio è citata per la prima volta in un documento nonantolano dell'anno 996, mentre l'esistenza della pieve è documentata a partire dal 1048. Nel XIII secolo, la Pieve di Trebbio, assurta a grande prestigio, era dotata di una collegiata di canonici. Al passaggio sotto la collegiata di Carpi, nel 1515, seguì un lungo periodo di decadenza che terminò solamente nel 1822, quando la pieve ritornò alla diocesi di Modena.

La Pieve di San Giovanni Battista, sorge isolata nel profondo silenzio di maestose piante secolari. L'antica e prestigiosa chiesa madre, cui in origine furono soggette numerose cappelle, con ogni probabilità fu eretta nella seconda metà dell'XI sec. o nei primi anni del XII secolo. La tradizione vuole che sia stata fondata da Matilde di Canossa. La chiesa subì numerosi restauri ai primi del Novecento, quando furono ricostruite dal parroco Don Manzini, purtroppo arbitrariamente, intere parti, come il battistero, la facciata, le absidi con il ciborio e la cripta e la cella della torre campanaria. L'edificio conserva tuttavia pregevoli testimonianze dell'arte romanica nelle sue parti originarie o reinserite durante i lavori di restauro, come i capitelli della cripta e della navata centrale, pochi frammenti dell'ambone e del recinto del presbiterio, buona parte della vasca battesimale contenuta nel battistero e l'archetto posto sulla porta d'ingresso laterale sul lato sud dell'edificio. Le decorazioni che li caratterizzano presentano motivi tipici della scultura preromanica, quali elaborati intrecci di nastri, fogliami, motivi geometrici e floreali, alcuni dei quali di chiara derivazione bizantina. Il leggio che si trova sull'ambone presenta un raro San Giovanni Evangelista alato. Di particolare interesse si rivela il terzo capitello a destra che raffigura una scena con due cavalieri ed un drago. Da segnalare, di fronte alla facciata, su un alto pilastro, un altorilievo in terracotta raffigurante la Madonna con il Bambino, opera, forse, del primo cinquecento.La chiesa è aperta la domenica mattina quando si celebra la messa e in poche altre occasioni quando il Parco mette a disposizione una guida che la illustra.

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