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L'assetto attuale dell'edificio è il risultato
di radicali lavori di ampliamento di una preesistente
cappella, compiuti a partire dalla seconda metà
del Cinquecento quando vi fu trasportata la sede parrocchiale
dai Sassi.
Nella
facciata della chiesa si apre un bel portale di gusto
rinascimentale in arenaria (1615). All'interno è
di notevole bellezza il soffitto a cassettoni in origine
interamente ligneo, poi sostituito con un arellato arricchito
con dipinti di Fermo Forti (1882).
Nella
parte destra rispetto all'entrata è presente
l'altare del Rosario contenente un dipinto a olio, opera
del pittore carpigiano Bernardino Rossi, un altare e
una ancona in scagliola realizzati nel primo '600 dallo
stuccatore e pittore Mastro Contardo. Proseguendo si
incontra l'altare marmoreo di San Donnino con ancona
lignea contenente una tela a olio di scuola bolognese
raffigurante la Sacra Famiglia e Santi.
Pregevole
è il dipinto raffigurante S. Carlo Borromeo che
scaccia demoni da alcuni ossessi, posto sull'altare
dedicato a questo Santo sul lato sinistro rispetto all'entrata,
datato 1614. Il quadro, di ottima fattura, è
opera di Giovan Battista Bertusi allievo di Ludovico
Carracci.
Nella
Sagrestia più antica è collocato un lavabo
seicentesco in arenaria scolpito nel 1631 dallo stesso
lapicida che ha realizzato il portale principale.
Ai
lati del presbiterio, entro nicchie, sono collocate
le statue in terracotta dei Santi Pietro e Paolo, eseguite
dal Forti nel 1882 e cotte nella fornace parrocchiale.
La
cupola del presbiterio, probabilmente completata verso
il 1617, è arricchita da affreschi che raffigurano
la "Gloria dorata", composta da un insieme
di angeli che inneggiano allo Spirito Santo e da puttini
monocromi. Dopo i recenti restauri, questi affreschi,
ritoccati dal Forti, sono tornati alla luce in tutto
il loro splendore.
La
Pala dell'altare maggiore, in cui è dipinta l'Assunzione
della Beata Vergine con i Santi Pietro, Paolo e Gregorio
Magno, è opera pregevole di scuola bolognese
di incerta attribuzione ed è contornata da una
cornice a stucco con motivi che si ripetono nei decori
delle finestre.Nella parte inferiore della chiesa è
collocata una cripta contenente l'ossario dell'antico
cimitero e le tombe di dieci sacerdoti tra i quali Don
Gregorio Montaguti, il colto committente di numerose
opere d'arte della chiesa.
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