Portale della Comunità Montana Appennino Modena Est
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Parco faunistico di Festà
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Itinerari
Itinerario A
SISTEMA DEL CASTAGNO
Itinerario B
SISTEMA DELL'ARTE E DELLA
DEVOZIONE DAL ROMANICO AL 700
Itinerario C
CASTELLI E BORGHI
1
Marano Vecchio
2
Castello di Guiglia e torre del Pubblico e Oratorio della Madonnina
3
Monteorsello (Guiglia)
4
Samone (Guiglia)
5
Castellino delle Formiche (Guiglia)
6
Montalbano (Zocca)
7
Borgo di Montecorone (Zocca)
8
Zocchetta Vecchia
9
Centro storico di Montombraro e Casa Erbolani (Zocca)
10
Castello di Montetortore (Zocca)
11
Torre Rangoni di Rosola (Zocca)
12
Montequestiolo (Zocca)
13
Borgo storico di San Giacomo (Montese)
14
Nucleo storico di San Martino (Montese)
15
Rocca di Montese, museo storico, cisterna e sentiero delle postazioni
Itinerario D
VILLE CORTI E TORRI COLOMBAIE
Itinerario E
SISTEMA DELLA NATURA E DELL'ACQUA
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Itinerario C
10 Castello di Montetortore
Zocca

L'etimologia del nome è incerta: tra le più verosimili vi è quella che fa derivare il toponimo dal latino turtur, tortora o, con maggiore verosimiglianza, da Mons trium turrium, cioè monte delle tre torri.

La menzione più antica dell'insediamento risale al 1179 quando viene citato in una donazione di terre. Fin da tempi molto antichi il borgo fu fortificato e il castello fu, per la sua posizione geografica assai favorevole, ripetutamente conteso fra i Comuni di Modena e Bologna, fino alla sua distruzione avvenuta nella prima metà del '200. Esso era stato infatti edificato in posizione tale da impedire ogni ulteriore costruzione che ne limitasse la vista. Esso venne tempestivamente ricostruito e conobbe nei secoli alterne vicende venendo danneggiato da battaglie e dall'incuria.

Sono tuttora presenti alcune testimonianze di questo edificio, costituite da resti di muri con un portale ad arco a sesto acuto del torrione, da una delle torri trasformata in campanile nella prima metà dell'800, da un'interessante cisterna coperta da una poderosa volta a botte.

La chiesa, più volte ingrandita nel tempo e che aveva subito gravi danni dall'ultimo conflitto mondiale, è ora interamente restaurata.

La sua dedicazione, fin dal medioevo, a san Geminiano, rivendicava l'appartenenza del castello alla città di Modena.

La vasta canonica, anch'essa restaurata, è il frutto di diverse fasi costruttive intorno ad un primitivo nucleo quattrocentesco, tuttora testimoniato da un portale in arenaria che reca tracce di gravi incendi e da feritoie dell'epoca.

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