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Parco faunistico di Festà
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Itinerari
Itinerario A
SISTEMA DEL CASTAGNO
Itinerario B
SISTEMA DELL'ARTE E DELLA
DEVOZIONE DAL ROMANICO AL 700
Itinerario C
CASTELLI E BORGHI
1
Marano Vecchio
2
Castello di Guiglia e torre del Pubblico e Oratorio della Madonnina
3
Monteorsello (Guiglia)
4
Samone (Guiglia)
5
Castellino delle Formiche (Guiglia)
6
Montalbano (Zocca)
7
Borgo di Montecorone (Zocca)
8
Zocchetta Vecchia
9
Centro storico di Montombraro e Casa Erbolani (Zocca)
10
Castello di Montetortore (Zocca)
11
Torre Rangoni di Rosola (Zocca)
12
Montequestiolo (Zocca)
13
Borgo storico di San Giacomo (Montese)
14
Nucleo storico di San Martino (Montese)
15
Rocca di Montese, museo storico, cisterna e sentiero delle postazioni
Itinerario D
VILLE CORTI E TORRI COLOMBAIE
Itinerario E
SISTEMA DELLA NATURA E DELL'ACQUA
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Link
Sentieri
IBC
La città del Castagno
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Sistema Museale Modenese

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Itinerario C
4 Samone
Guiglia

La località è citata, per la prima volta, in un documento nonantolano del 1048 e successivamente compare tra i possedimenti dell'Abbazia di Nonantola. In seguito Samone si assoggettò a Modena, alla quale fu sottratto dai Bolognesi nel corso del XIII secolo. Papa Bonifacio VIII, pertanto, con il lodo del 1299, ordinò che fosse restituito ai Modenesi. Con l'avvento degli Estensi, Samone fu infeudato dapprima ai Montecuccoli ed in seguito ai Pio di Carpi che lo aggregarono alla podesteria di Guiglia. Negli elenchi delle Decime del XIII secolo la chiesa di Samone risulta soggetta alla pieve di Missano.

L'accesso al borgo è caratterizzato da un sottopassaggio al quale si accede da un portale ad arco a tutto sesto che attraversa una casa torre costruita nella seconda metà del quattrocento. All'ultimo piano della casa torre fu creata una vasta sala il cui piano tagliò a metà l'esterno di una finestra gotica trilobata, assolutamente unica nel territorio in cui è situata.

Tale finestra, ricomparsa durante i recenti lavori di restauro, è stata opportunamente conservata e valorizzata. Le pareti della sala furono interamente affrescate e di tali decorazioni si sono conservate vaste superfici non interessate da cadute di intonaci. Il brano pittorico di maggiore effetto è certamente quello in cui compare il mezzo busto di un personaggio maschile dall'elegante profilo, completato da un copricapo rosso. Due degli stemmi alle pareti sono stati identificati come appartenenti alla famiglia Pio, feudatari di Carpi e di Sassuolo, che furono signori di Guiglia e di Samone. Il primo stemma, coronato da una ricca ghirlanda, è inquartato: "nel primo e nel quarto d'oro, al leone di verde, nel secondo e terzo fasciato di rosso e d'argento di quattro pezzi". Il secondo stemma, posto nell'angolo della sala, tra due belle finestre architravate, non è stato tutt'oggi identificato. Il terzo, che sovrasta la finestra trecentesca, è anch'esso riferito alla famiglia Pio ma comprende il privilegio concesso nel 1450 da Ludovico di Savoia ad Alberto Pio di poter aggiungere il nome di Casa Savoia a quello del suo casato, donde ebbe origine il nome Pio di Savoia. Nel primo quarto dello stemma, infatti, al posto del fondo d'oro e del leone verde, è raffigurata la croce d'argento in campo rosso dei Savoia. Completano le decorazioni pittoriche motivi floreali e di verzure di notevole effetto. La sala era coperta da un soffitto a travi di quercia e riquadrature listellate, sostenuto dalle catene delle poderose capriate del tetto. Il soffitto fu in seguito demolito quando la sala fu adibita a fienile del fondo parrocchiale. Da segnalare è anche una successiva casa del borgo, affiancata da un passaggio coperto con un ampio accesso ad arco. Sul fronte esterno è posta una finestra a sesto acuto, datata 1490, che reca decorazioni costituite da un intreccio di colombe, da una rosa tipica e dalle bugne del bancale. Su una delle pareti coperte rimangono portali quattrocenteschi ed una finestra ad arco a tutto sesto.

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