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La prima notizia dell'insediamento fortificato e della
chiesa di Montombraro risale ad un contratto di enfiteusi
del 1110, avente per oggetto beni del monastero bolognese
di Santa Maria in Strada.
Circa
75 anni, dopo il rappresentante di una prestigiosa famiglia,
Adigerio di Bagno, cede al Vescovo di Modena terre in
vari luoghi e tra queste compare anche Montombraro che
ritroviamo nella descrizione dei confini del vescovado
di Modena nel 1222. Il borgo ebbe alterne vicende storiche,
sottomesso ora ai Modenesi, ora ai Bolognesi, ora in
preda ai briganti, che qui si rifugiavano per la posizione
favorevole, in prossimità di quattro confini.
Alla
sommità del colle di Montombraro, ove un tempo
sorgeva il castello del quale rimane solo una torre
trasformata in campanile, esistono due chiese: la più
antica, oggi sconsacrata e privata dell'abside, è
quattrocentesca e conserva un esile campanile coperto
a quattro falde; l'attuale parrocchiale, costruita nel
luogo ove anticamente sorgevano le scuderie del castello,
contiene numerosi dipinti seicenteschi, pregevoli paliotti
d'altare ed un prezioso organo Traeri che contiene il
registro dei flauti forse più antico d'Italia.
L'abitazione
più antica è la Casa Erbolani (posta ai
piedi dell'abitato), casa torre della seconda metà
del '400, che, pur avendo subito rifacimenti, conserva
pregevoli finestre in arenaria a ogiva, balestriere,
parte dell'originario soffitto di gronda ed altri elementi
di colombaia in cotto. All'interno rimangono anche tracce
di affreschi coevi.
Di
particolare interesse nella corte (un tempo murata),
l'oratorio di San Pellegrino, protettore della Casa
Erbolani, con doppia facciata e cupola interna a pianta
poligonale.
Nella
omonima piazzetta rimane tuttora il settecentesco Collegio
San Carlo (dotato di cappella e porticato interno),
antica fondazione destinata all'istruzione dei ragazzi
di Montombraro e Montecorone.Nelle immediate vicinanze,
lungo la via Fontaneda, si incontra la Maestà
Auregli costruita dal Capitano Ercole Auregli quale
ex voto per essere scampato dalla peste manzoniana della
quale ci ha tramandato una drammatica cronaca manoscritta,
insieme ad altre notizie storiche di particolare interesse.
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