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Nel 1676 una rovinosa inondazione causata da una piena
del Panaro distrusse le coltivazioni tra Marano e Vignola,
alterando il corso del fiume. Per evitare analoghi pericoli
futuri, Giovanni Battista Montecuccoli, feudatario di
Guiglia e di Marano, costruì dighe e sbarramenti
che riportarono il Panaro nel suo antico alveo, verso
Guiglia e Savignano, bonificando la zona. Sulle Bonificazioni
di Marano il marchese Montecuccoli costruì poi
una residenza di campagna composta da una grande torre
a colombaia (da cui il nome) sovrastante un loggiato
con pilastri ed archi a tutto sesto.
L'assetto
attuale della costruzione, oltre alla predetta torre
con cornicione di colombaia in cotto e soffittino di
gronda a sguscio, consta della villa padronale, di abitazioni
per i braccianti, della scuderia e dell'antica bigattiera
per la coltura del baco da seta. Le finestre e le bifore,
di gusto neo- romanico, rilevabili in un'ala del vasto
fabbricato, denunciano l'eclettismo degli interventi
delle ristrutturazioni ottocentesche.
Nella
scala di ingresso, un bassorilievo in marmo riproduce
lo stemma dei Montecuccoli.
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