Portale della Comunità Montana Appennino Modena Est
Istituto per i beni artistici, culturali, ambientali - Regione Emilia-Romagna
 
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Parco faunistico di Festà
Home > Ville, corti e torri colombaie
 
Itinerari
Itinerario A
SISTEMA DEL CASTAGNO
Itinerario B
SISTEMA DELL'ARTE E DELLA
DEVOZIONE DAL ROMANICO AL 700
Itinerario C
CASTELLI E BORGHI
Itinerario D
VILLE CORTI E TORRI COLOMBAIE
1
Il Colombarone (Marano)
2
Casa Blu, Ospitaletto (Marano)
3
Borgo di Festà e Casa Rastelli (Marano)
4
La Salata, Festà (Marano)
5
Casa natale di Jacopo Cantelli, Monteorsello (Guiglia)
6
Casa Baraccani (Guiglia)
7
Il Monte, Roccamalatina
8
Fanano (Guiglia)
9
La Grilla, Roccamalatina
10
Il Castellaro, Roccamalatina
11
La Vignola, Roccamalatina (Guiglia)
12
I Fontanini di Sotto, Montombraro (Zocca)
13
Cavola, Montalbano (Zocca)
14
L'Usignolo, Montetortore (Zocca)
15
Dragodena, Montetortore (Zocca)
16
La Casazza, Montalto (Montese)
17
Il Palazzo, Casa del Duca, Semelano (Montese)
Itinerario E
SISTEMA DELLA NATURA E DELL'ACQUA
CONSULTA LA MAPPA

Link
Sentieri
IBC
La città del Castagno
La Strada dei Vini e dei Sapori
Linea Gotica
PromAppennino
Sistema Museale Modenese

Mappa
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Itinerario D
15
Dragodena - Montetortore
Zocca

La località di Dragodena è citata, per la prima volta, in un atto di donazione del 1347. L'origine di questo toponimo sembra sia analoga a quella del torrente Dragone che, per il suo corso sinuoso, poteva suggerire l'immagine di un serpente, dal latino draco. Può derivare anche dal draconzio, in latino dragundea, erba medicinale. Il nucleo, oltre ad altri numerosi fabbricati minori, comprende una casa con torre cinquecentesca con cornicione di colombaia in mattoni disposti a denti di sega, finestrelle ad arco a tutto sesto e fori per la nidificazione dei rondoni. Agli angoli della torre sono tuttora visibili i coppi invetriati per impedire l'accesso ai topi al vano della colombaia. Il soffitto di gronda è in laterizio disposto in mensole a T e in corsi a denti di sega. Il portale d'accesso alla casa, di fattura pregevole, presenta bugnature a punta di diamante ed è collocato sotto un portico che sostituisce l'originario balco ligneo. Analogamente, all'interno, alla sommità della scala con volta a botte, si trova una finestra con sedili laterali in pietra ed un altro pregevole portale con al centro lo stemma della famiglia Menzani, nel quale compare anche un pennato (dial. Podetto) che diede origine al soprannome del Podetto Menzani, leggendaria figura di ribelle e bandito tuttora assai presente nella memoria popolare.

Il seicentesco Oratorio della Maternità, che sorge al centro del nucleo, è caratterizzato dalla retrostante sagrestia a pianta semicircolare ed è collocato nella corte di un interessante edificio a balco d'accesso che comprende una torre abbassata al livello della copertura, della quale restano visibili, verso valle, gli elementi di colombaia.

Conclude il luogo una vasta costruzione cinquecentesca addossata ad una massiccia torre abbassata, che difendeva l'accesso all'insediamento.

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