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Pur
essendo situati in territorio di Semelano, i mulini
che sorgevano in questa località sono indicati,
fin dal cinquecento, come Mulini della Rosola. La proprietà
di tali stabili spettava allora, in buona parte, alla
Pieve di Semelano che la mantenne fino al XVIII secolo.
La costruzione con le macine antistanti, posta più
a valle, in passato serviva esclusivamente per la macina
delle castagne. La sua denominazione popolare di Mulino
del Vicario è certamente collegata all'antica
appartenenza ecclesiastica. L'edificio più a
monte doveva essere un mulino più antico, come
si rileva dal foro, oggi murato, sul quale insisteva
la ruota motrice.
La
struttura che oggi ospita il mulino, ampliata in tempi
recenti, è una solida costruzione ottocentesca,
con grossi conci angolari in sasso scalpellato, come
pure le finestre. L'acqua che aziona la ruota proviene
da una vicina sorgente. All'interno sono ben conservate
tutte le attrezzature per la macina, in prevalenza lignee,
mentre la ruota motrice è in metallo e potenzialmente
ancora funzionante.Si trova lungo il sentiero 434.
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