Rosola paese
Tutto l'abitato rurale, raccolto attorno ai resti del castello conserva grande fascino. Esistono comunque alcune emergenze da osservare attentamente
Torre Rangoni-Macchiavelli del '200. Una delle più antiche dell'appennino. E' stata recentemente restaurata e testimonia la presenza di un sistema difensivo attorno al borgo. L'antico maniero era probabilmente chiamato "Castello della Rosa", da cui il nome attuale del paese.
Accesso: domenica dalle 11 alle 12; per aperture su richiesta tel. 059.987088.
Chiesa parrocchiale S. Leonardo Limosino, rifatta a fine '800. All'interno si notano: battistero del '500 in arenaria, a forma di clessidra, dipinti del '500 e '600.
Complesso rurale a corte chiusa con portale d'accesso quattrocentesco.
Monte Questiolo
Sul Monte che domina il versante destro del Panaro, esisteva un importante fortilizio dei Montecuccoli, poi passato alla famiglia Rangoni-Macchiavelli. Oggi si conservano alcune importanti testimonianze della struttura.
Torre del '300 ben conservata.
Parte consistente di cinta muraria, su cui si possono ancora osservare alcune feritorie.
Portale di accesso al castello originale a tutto sesto. A questo si accedeva, probabilmente da una struttura in legno collegata con le costruzioni adiacenti.
Come si raggiunge.
Provenendo da Zocca verso Rosola, dopo circa 2 km, superata la località Verrucchia, girare a destra per via Montequestiolo e proseguire sino alla fine della strada.
Sorgente Nadia
Con una portata d'acqua di circa 70 litri al secondo è la maggiore sorgente presente nell'appennino modenese. La sorgente si trova ai piedi di un imponente strato roccioso, che funge da bacino di raccolta, costituito prevalentemente da arenarie e calcareniti, sul cui tetto si rilevano diverse formazioni di doline. La grotta, da cui sgorga l'acqua (lunga oltre 70 metri) è visitabile con gruppi guidati.
Di notevole bellezza, alle spalle della sorgente, il Monte Montalto, dove è possibile osservare diverse specie di falchi.